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Continuità: la lezione di Carrera Jeans a Passepartout

15 settembre 2026 di
Amministrazione
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Continuità. È questa la parola attorno a cui ha ruotato la visita di Passepartout al quartier generale di Carrera Jeans. Ci ospita Gianluca Tacchella, seconda generazione alla guida del marchio di jeans più antico d'Europa, che racconta al gruppo di imprenditori e professionisti di Passepartout una storia fatta di due sole costanti: cambiamento e continuità. Perché se il mondo intorno si trasforma, mission, posizionamento e prodotto di Carrera non sono mai cambiati. 

Tacchella parte da un'osservazione che strappa più di un sorriso: il cliente uomo, over 40, target storico del marchio, non vuole mai niente di nuovo. Entra in un negozio, o più spesso manda la moglie, e cerca esattamente lo stesso paio di pantaloni che indossa da anni. Nessuna variazione, nessuna sorpresa. L'abbigliamento, spiega Tacchella, è un linguaggio, e per quest'uomo quel linguaggio deve restare identico a se stesso: è un punto di riferimento, un pilota automatico che rassicura. 

Da qui nasce una riflessione sul marketing al contrario: non inseguire il cambiamento continuo, ma garantire la continuità assoluta. E per riuscirci, sottolinea Tacchella, bisogna controllare l'intera filiera. Carrera lo fa mantenendo una manifattura propria: venti donne lavorano insieme su ogni linea di produzione, e devono muoversi tutte allo stesso identico modo, per ore, senza distrarsi. Basterebbe un errore di un centimetro per ottenere un pantalone diverso, anche a parità di modello e taglia. È il paradosso che Tacchella condivide con il gruppo: fare sempre la stessa cosa è più difficile che cambiare in continuazione. Un controllo di filiera reso oggi ancora più prezioso, sottolinea Tacchella, dal fatto che in Italia manchi ormai la materia prima fondamentale per la manifattura tessile: la manodopera stessa. Per questo Carrera dispone di stabilimenti produttivi propri in Tagikistan, dove segue l'intero ciclo, dalla lavorazione del cotone fino al capo finito: una filiera integrata che resta un elemento distintivo dell'azienda. 

Nel quartier generale che ospita la visita lavorano oggi 60 collaboratori, un numero che racconta anche la storia di un ridimensionamento: negli anni Novanta Carrera era la più grande azienda di abbigliamento d'Europa, dieci volte le dimensioni attuali. Un'epoca in cui il marchio sponsorizzava anche i campioni del ciclismo, un'esperienza che porta Tacchella a una riflessione sul marketing sportivo: sponsorizzare una squadra ha davvero senso, spiega, solo se quella squadra vince. 

Un racconto che intreccia storia industriale e visione imprenditoriale, e che lascia agli imprenditori di Passepartout una lezione fuori dagli schemi: a volte il valore non sta nell'innovare a ogni costo, ma nel saper custodire con rigore ciò che funziona. 

Un grazie sentito a Gianluca Tacchella per aver aperto le porte di Carrera Jeans a Passepartout, condividendo con generosità la storia della sua azienda e uno sguardo autentico sul futuro del settore. 

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